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L'EDUCAZIONE NELL'ESTREMO ORIENTE

I due aspetti peculiari della società indiana sono la divisione in caste e l'influenza della religione. Le caste sono delle caste sociali distinte e chiuse. In India la religione influenza ogni aspetto della vita sociale e culturale.

BUDDHISMO
Dal VI secolo a.C. si diffuse in India un'altra religione, il Buddhismo. Buddha, cioè il risvegliato era un giovane principe indiano, insegna un percorso di purificazione, dove l'individuo deve emanciparsi dai bisogni materiali e approdare al nirvana, cioè un'assenza di desideri e dolori. In questo percorso, l'anima si libera dal circolo delle reincarnazioni.  A differenza dalla religione induista, il buddhismo è aperto a tutti, indipendentemente dalla casta, dal sesso e dall'età. Con il tempo si sviluppa una cultura laica. 


INDUISMO 
E' la religione più antica e risale intorno al 2000 a.C. Il concetto fondamentale dell'induismo è la reincarnazione. Alla morte il corpo l’anima si reincarna in un altro essere vivente il ciclo senza fine i testi sacri dell’induismo sono i vita, sui quali si basa la formazione sacerdoti induisti, i bambini, una delle quattro carte fondamentali. L'insegnamento prevede la lettura dei testi sacri, i Veda e le discussioni tra maestro e allievo. Lo studio di Veda consente anche di apprendere conoscenze geografiche, astronomiche e grammaticali. Il percorso educativo è seguito dai bramini, che appartengono alla casta più alta. 

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L'educazione del cavaliere

 L'educazione cavalleresca è la prima forma di educazione laica imperniata sull' ideale cavalleresco. Importante, sull'epoca cavalleresca, è il poema della Chanson de Roland. La formazione dei giovani aristocratici avviene spesso all'interno della famiglia dove imparano a leggere i testi sacri e a scrivere. Al futuro cavaliere vengono insegnati lealtà e fedeltà. Egli infatti deve imparare a prendersi cura dei deboli e difendere la Chiesa. Quindi le virtù morali e cristiane, insieme alla cortesia, sono fondamentali per il cavaliere. Già dal VIII secolo la nomina del cavaliere avviene seguendo una tradizionale procedura: l'investitura, nella quale il neo cavaliere viene battuto sulla spalla con una spada. La formazione cavalleresca inizia presto: a sette anni il ragazzo viene affidato al paggio; a quattordici anni viene inviato come scudiero in un castello; a ventun anni diventa un cavaliere. 

Diventare uomini

Nel mondo romano i riti di passaggio più importanti era soprattutto quando i maschi deponeva l'abito puellare, ossia la toga pretesta e indossavano la toga virili, detta anche libera. Lo si faceva per partecipare simbolicamente nel mondo degli adulti. Il pater doveva stabilire a che età doveva affrontare questa svolta; in genere andava dai 13-14 ai 17-18 anni. La cerimonia segnava l'ufficializzazione della maggiore età per ambiti socio-famigliari, invece che giuridici. Durante la cerimonia il ragazzo si doveva presentare di fronte alla legge con la nuova veste. Era come un'esame, che lo si dimostrava con la propria preparazione.

L'educazione romana delle origini e il mos maiorum

All'inizio l'economia romana aveva soprattutto un  carattere agricolo  e la sua società era dominata da un' aristocrazia di proprietari terrieri.  In questa fin dalle origini predominano i valori della casa e della famiglia. L'educazione non richiede un contesto specializzato, ma avviene all'interno stesso della famiglia.  Il sentimento a cui si viene educati è quello della  pietas,  rispetto  per i genitori, per gli antenati, la patria e le divinità. Anche la dedizione al lavoro, la moderazione e il rispetto della legge sono valori molto importanti, valori vicini all'areté di  Esiodo. Questo insieme di valori costituisce il  mos maiorum,  l'esempio  che viene dagli antenati. La prima educatrice è la madre, anche se la donna nella società romana è inferiore all'uomo. Compiuti i sette anni il figlio passa sotto la guida del  padre, il pater familias.  L'educatore è il genitore.  Attraver...