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L'educazione nel mondo greco

La Grecia arcaica e i poemi di Omero 

La civiltà Greca si sviluppa in piccole isole e zone montuose continentali. Le testimonianze più antiche di una forma di educazione sono i miti, in particolare due poemi: l'Iliade e l'Odissea. Questi due poemi sono attribuite a un cantautore: Omero.
Nei poemi omerici compare il concetto di aretè: ossia una virtù.
Esistono vari tipi di aretè:
-Nell' Iliade troviamo l'aretè guerriera, dove gli eroi son dei modelli educativi di virtù belliche.
-Nell'Odissea è presente l'aretè Intellettuale, dove narra le peregrinazioni di Ulisse e i suoi compagni nel Mediterraneo (attraversano delle situazioni difficili che richiedono forza, coraggio e astuzia).







Esiodo e l'aretè del mondo contadino

Il poeta più antico della Grecia era Esiodo e scrisse due importanti opere, la Teogonia e le Opere e i giorni.
Nella Teogonia sono scritti 1022 versi e, dopo aver parlato dell'origine dell'universo elencò le generazioni degli dei corrispondenti ai tre periodi della storia del mondo: Urano, Crono e Zeus.
Nelle Opere e i giorni son dei poemi di 828 versi. Vengono affrontati i due concetti fondamentali del lavoro e
della giustizia. Oltre al lavoro e alla giustizia sono presenti consigli di morale e di economia.

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L'educazione del cavaliere

 L'educazione cavalleresca è la prima forma di educazione laica imperniata sull' ideale cavalleresco. Importante, sull'epoca cavalleresca, è il poema della Chanson de Roland. La formazione dei giovani aristocratici avviene spesso all'interno della famiglia dove imparano a leggere i testi sacri e a scrivere. Al futuro cavaliere vengono insegnati lealtà e fedeltà. Egli infatti deve imparare a prendersi cura dei deboli e difendere la Chiesa. Quindi le virtù morali e cristiane, insieme alla cortesia, sono fondamentali per il cavaliere. Già dal VIII secolo la nomina del cavaliere avviene seguendo una tradizionale procedura: l'investitura, nella quale il neo cavaliere viene battuto sulla spalla con una spada. La formazione cavalleresca inizia presto: a sette anni il ragazzo viene affidato al paggio; a quattordici anni viene inviato come scudiero in un castello; a ventun anni diventa un cavaliere. 

Diventare uomini

Nel mondo romano i riti di passaggio più importanti era soprattutto quando i maschi deponeva l'abito puellare, ossia la toga pretesta e indossavano la toga virili, detta anche libera. Lo si faceva per partecipare simbolicamente nel mondo degli adulti. Il pater doveva stabilire a che età doveva affrontare questa svolta; in genere andava dai 13-14 ai 17-18 anni. La cerimonia segnava l'ufficializzazione della maggiore età per ambiti socio-famigliari, invece che giuridici. Durante la cerimonia il ragazzo si doveva presentare di fronte alla legge con la nuova veste. Era come un'esame, che lo si dimostrava con la propria preparazione.

La Patristica Greca: Clemente Alessandrino, Origene, Giovanni Crisostomo

Clemente Alessandrino  I maggiori Padri della Chiesa si occupano di stabilire un rapporto tra cristianesimo e filosofia greca, chiarire aspetti teologici del cristianesimo fornire precise indicazioni educative per arrivare alle classi colte. Ad Alessandria d'Egitto  Clemente Alessandrino   che dirige il Didaskaleion, scrive due opere, il  Protrettico  e il  Pedagogo , nelle quali affronta il rapporto tra cristianesimo e cultura greca. Clemente ritiene possibile individuare Origine  nei filosofi antichi una scintilla divina.  Il cristianesimo diventa una nuova paidéia. Nel Pedagogo Cristo compare come pedagogo dell'umanità. Successore di Clemente è  Origene , per lui è il messaggio divino a porsi come educatore dell'umanità. Scopo dell'educazione cristiana è quindi, favorire il ritorno a Dio. Origene è fondamentale per l'interpretazione della Bibbia. Tra i più grandi educatori della Patristica greca, va ricordato ancora...