Passa ai contenuti principali

CICERONE E L'ELLENIZZAZIONE DELL'EDUCAZIONE ROMANA

Marco Tullio Cicerone è stato un avvocato, politico, scrittore oratore e sopratutto un filosofo romano. Cicerone fu una delle figure più rilevanti di tutta l'antichità romana. La sua vastissima produzione letteraria, che va dalle orazioni politiche agli scritti di filosofia e retorica, rimase come esempio per tutti gli autori del I secolo a.C, tanto da poter essere considerata il modello della letteratura latina classica. 

Egli, a differenza di Catone, cerca di conciliare il mos maiorum con la cultura greca, interessandosi ai problemi morali e alle questioni pratiche. 
Con lui la paideia ellenica diventa humanitas, che si pone come un nuovo modello educativo romano.

Cicerone si sofferma soprattutto sull'istruzione superiore per la formazione dell'oratore, nella quale  devono confluire erudizione e etica.
La sua opera più importante è il De oratore, nella quale egli esamina la retorica e l'oratoria sottolineando gli aspetti fondamentali: 

  • inventio, l'ideazione di un'orazione 
  • dispotio, l'ordine degli argomenti
  • elocutio, l'uso di un linguaggio ricco
  • memoria, la capacità di ricordare
  • actio, l'esposizione dell'orazione.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'educazione del cavaliere

 L'educazione cavalleresca è la prima forma di educazione laica imperniata sull' ideale cavalleresco. Importante, sull'epoca cavalleresca, è il poema della Chanson de Roland. La formazione dei giovani aristocratici avviene spesso all'interno della famiglia dove imparano a leggere i testi sacri e a scrivere. Al futuro cavaliere vengono insegnati lealtà e fedeltà. Egli infatti deve imparare a prendersi cura dei deboli e difendere la Chiesa. Quindi le virtù morali e cristiane, insieme alla cortesia, sono fondamentali per il cavaliere. Già dal VIII secolo la nomina del cavaliere avviene seguendo una tradizionale procedura: l'investitura, nella quale il neo cavaliere viene battuto sulla spalla con una spada. La formazione cavalleresca inizia presto: a sette anni il ragazzo viene affidato al paggio; a quattordici anni viene inviato come scudiero in un castello; a ventun anni diventa un cavaliere. 

Diventare uomini

Nel mondo romano i riti di passaggio più importanti era soprattutto quando i maschi deponeva l'abito puellare, ossia la toga pretesta e indossavano la toga virili, detta anche libera. Lo si faceva per partecipare simbolicamente nel mondo degli adulti. Il pater doveva stabilire a che età doveva affrontare questa svolta; in genere andava dai 13-14 ai 17-18 anni. La cerimonia segnava l'ufficializzazione della maggiore età per ambiti socio-famigliari, invece che giuridici. Durante la cerimonia il ragazzo si doveva presentare di fronte alla legge con la nuova veste. Era come un'esame, che lo si dimostrava con la propria preparazione.

Le strutture e il percorso educativo in età ellenistica

In età ellenistica, la prima formazione avviene in famiglia a cura delle donne di casa. Dai sette ai diciannove anni i ragazzi frequentano la scuola pubblica, a cura dei municipi. Qui  incontriamo la figura del pedagogo, che accompagna il ragazzo a scuola, lo aiuta nell'attività scolastica e rappresenta per lui un riferimento di tipo  morale. Mentre il maestro svolge il compito dell'insegnamento.   -  Istruzione primaria (7-12)  Gli studenti in questi anni imparano a leggere e scrivere e imparano la matematica, musica e ginnastica . Vengono utilizzate anche le   punizioni corporali   per chi si mostra lento nell'apprendimento.   - Istruzione secondaria (12-20) Riguarda sia la formazione umanistica e quella scientifica. Il grammatico insegna anche letteratura, mentre il retore cura la produzione scritta e orale degli allievi. Durante l'...