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Isocrate: la formazione dell'oratore


Isocrate, nel 390 a.C., apre ad Atene una propria scuola in concorrenza con l'Accademia di Platone. 
Isocrate rinuncia a una rifondazione del sapere ritenendo che sia impossibile raggiungere la verità assoluta. Egli persegue infatti un ideale culturale ed educativo accessibile alla maggior parte degli uomini. Isocrate intende insegnare le tecniche di formazione di persone autentiche, con un'ampia educazione.
Anch'egli vuole arginare la crisi della poleis, puntando alla formazione di un uomo di Stato che sia una persona colta e onesta. Su questo si sofferma la sua opera Niclocle, mentre nell'Antidosis illustra la propria attività didattica.
Per la sua formazione dell'oratore, prevede un curricolo di quattro anni durante i quali viene fornita una preparazione enciclopedica. Viene insegnata la retorica, aspetti linguistico-grammaticali, la matematica e la retorica.
Nella formazione generale ha una grande importanza lo studio della storia.

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 L'educazione cavalleresca è la prima forma di educazione laica imperniata sull' ideale cavalleresco. Importante, sull'epoca cavalleresca, è il poema della Chanson de Roland. La formazione dei giovani aristocratici avviene spesso all'interno della famiglia dove imparano a leggere i testi sacri e a scrivere. Al futuro cavaliere vengono insegnati lealtà e fedeltà. Egli infatti deve imparare a prendersi cura dei deboli e difendere la Chiesa. Quindi le virtù morali e cristiane, insieme alla cortesia, sono fondamentali per il cavaliere. Già dal VIII secolo la nomina del cavaliere avviene seguendo una tradizionale procedura: l'investitura, nella quale il neo cavaliere viene battuto sulla spalla con una spada. La formazione cavalleresca inizia presto: a sette anni il ragazzo viene affidato al paggio; a quattordici anni viene inviato come scudiero in un castello; a ventun anni diventa un cavaliere. 

Diventare uomini

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