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l'organizzazione scolastica romana

L'insegnamento a Roma si articola in educazione primaria, secondaria, superiore e tecnico-professionale. 

L'educazione romana inizia con l'istruzione primaria o lodus litterarius, a 7 anni. 
Il magister o litterator insegna a leggere e a scrivere, il calcolo viene invece insegnato dal calculator: insegnamento importante perché molti allievi, dopo questo livello, lasciano gli studi per diventare mercanti. 
L'insegnamento è impartito attraverso un metodo ripetitivo-mnemonico e coercitivo e un frequente ricorso alle punizioni corporali.
Al termine di questo ciclo scolastico gli studenti sanno appena leggere e scrivere.


All'istruzione secondaria accedono solo i ragazzi provenienti da famiglie ricche e che frequentano per tre anni le lezioni di un grammaticus.
Le materie di insegnamento sono la grammatica, logica, retorica, musica, astronomia, geometria, aritmetica, medicina e architettura.

 Anche in questo ciclo di studi è previsto un metodo mnemonico. Lo scopo di questa istituzione è quello di avviare l'arte dell'eloquenza.

L'istruzione superiore viene impartita nelle scuole di retorica: l'insegnante di retorica, cioè il magister dcendi o rhetor, deve essere un professionista della parola, ma anche un esempio morale. Egli guida gli allievi alla composizione di testi che dovranno essere recitati.
Lo scopo delle scuole è quello di preparare un cittadini in grado di intervenire nella vita politica o di intraprendere una carriera forense. Queste scuole privilegiano le competenze tecniche.


A Roma viene curata anche l'istruzione tecnico-professionale. A questo scopo viene aperto il pedagogium, nel quale schiavi, liberti  e artigiani liberi, ricevono una formazione professionale specializzata. L'insegnamento viene impartito dai maestri i quali sono a loro volta istituiti in collegia e corpora, corrispondenti alle nostre scuole professionali e legate alle botteghe artigianali del tempo.
Esistono anche i collegia destinati alla formazione di sacerdoti e soldati.

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L'educazione del cavaliere

 L'educazione cavalleresca è la prima forma di educazione laica imperniata sull' ideale cavalleresco. Importante, sull'epoca cavalleresca, è il poema della Chanson de Roland. La formazione dei giovani aristocratici avviene spesso all'interno della famiglia dove imparano a leggere i testi sacri e a scrivere. Al futuro cavaliere vengono insegnati lealtà e fedeltà. Egli infatti deve imparare a prendersi cura dei deboli e difendere la Chiesa. Quindi le virtù morali e cristiane, insieme alla cortesia, sono fondamentali per il cavaliere. Già dal VIII secolo la nomina del cavaliere avviene seguendo una tradizionale procedura: l'investitura, nella quale il neo cavaliere viene battuto sulla spalla con una spada. La formazione cavalleresca inizia presto: a sette anni il ragazzo viene affidato al paggio; a quattordici anni viene inviato come scudiero in un castello; a ventun anni diventa un cavaliere. 

Diventare uomini

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I primi apologisti della Patristica latina: Minucio Felice e Tertulliano contro la cultura pagana

La Patristica latina è il gruppo di Padri della Chiesa che scrive in latino e spesso è più radicato nell'Occidente dell'impero. I Padri latini non sono molto attratti dalla filosofia. In questo contesto, il primo scritto apogetico a favore dei cristiani è forse il dialogo Ottavio, scritto da Minucio Felice. Una posizione estrema , e ancora più critica, è quella dello scrittore latino Tertulliano, secondo il quale è la fede e non la ragione l'unico mezzo per raggiungere la verità. Nell'opera " Apologetico " nega ogni possibile somiglianza tra filosofia e cristianesimo.